L'era virtuale ha decretato la morte dell'interiorità
L'indifferente trasparenza
L'affannosa ricerca dell'uomo di distinguersi in mezzo al grigiore della vita quotidiana causa il consumismo e nel suo apparire iniziale, l'uomo, soddisfa quello che appare il suo bisogno primario. Nel con-formarsi dichiara la propria trasparenza.
(Antonello)
La visibilità dell'uomo è inversamente proporzionale al secolo in cui vive. Il tempo che avanza decolora l'esistenza umana fintanto da rendere trasparente l'essere. Alla ricerca di uno specchio, sul quale confrontarsi, l'uomo va in cerca dei suoi simili e, nella moltitudine, rimane schiacciato perchè totalmente invisibile. Grida e si dispera e quando la ragione lo accompagna, con quel poco di razionalità che gli è concesso ancora avere, cerca la dignitosa e necessaria visibilità adornandosi di oggetti declamati, appunto, per distinguersi. Tutti lo seguiranno proprio perchè desiderosi di ri-conoscersi e nel contempo dichiarano la propria nullità in quanto impossibilitati a riconoscersi l'un con l'altro, perchè conformi. Forse un tempo, secoli addietro, nella divergenza più accentuata fra ricchezza e povertà, questo angolo buio non c'era; mi puoi dire - uomo - che però nella fame la "moltitudine informe" navigava. Soddisfare la fame...sono d'accordo con te, solo che oggi è fame di desiderio. Ti prego -uomo - se hai a portata di mano un carboncino, portalo e traccia un'uniforme tratto nel grigiore della tua vita quotidiana...probabilmente mi vedrai alla ricerca del mio simile.
Sulla (presunta) normalità
Sono nato nel Sud, vivo da tanti anni nel nord. Le differenze ci sono è inutile negarlo, ma parlare di differenze significa anche mettere in atto dei processi di confronto che, se obiettivi e finalizzati ad un sano confronto, non c'è proprio nulla di male. Eppure non è così, spesso l'uomo innesca meccanismi di confronto, sociali, comportamentali, culturali per sostenere il concetto di normalità che, guarda caso, riguarda sempre la propria condizione e mai quella degli altri (prova ad immaginare uno che sostiene di essere anormale e inadeguato). La normalità è una condizione relativa, appare scontato, prenderne atto estraneandosi dalla propria situazione per mettersi nei panni degli altri determina una sana apertura mentale da non trascurare anche nei rapporti con lo straniero. Per gli atteggiamenti diversi dai miei e per tutte quelle scelte non condivise preferisco parlare di divergenze di affinità ma sostenere il concetto di "diverso" come anormale proprio no! Nel rispetto del pensiero Cartesiano di obbedire alle leggi del proprio paese è necessario adeguarsi al contesto in cui si vive, anche quando si è in vacanza. Non dico certo che bisogna rinnegare le proprie radici native bensì adottare un comportamento secondo luogo e momento.
Antonello
Blogger, dimmi che musica ascolti e che film vedi e ti dirò chi sei

- Carrington
- Lezioni di piano
- L’uomo che amava le donne
- La calda amante
- La signora della porta accanto
- Staying alive
- Yuppi Du
- Radio freccia
- A ciascuno il suo
- Le due inglesi
- Play time
- La moglie del soldato
- Metropolis (Fritz Lang)
- Alta fedeltà
- You and me and everyone you know (colonna sonora)
- In a praise of dream (Jan Garbarek)
- Songs for distant hearts (Mike Olfield)
- The Koln Concert (Keith Jarrett)
- Atom hearth mothers (Pink Floyd)
- Billi Holiday (Decca recording)
- Sheherazade (Korsakoff diretto da Reiner)
- I pini di Roma (Respighi diretto da Reiner)
- Beethoven, nove sinfonie (NBC –Toscanini)
- La mer (Debussy- Toscanini)
- Le nozze di Figaro (Mozart- Giulini, con la splendida voce di Anna Moffo)
- Tosca (Puccini, Sabata, Callas- storica interpretazione, registrazione in presa diretta)
- Requiem (Mozart, Bruno Walter)
Speranza o utopia?

La figura del blogger anonimo è in declino; Il blogger vuole farsi vedere. Ma dove scovarli? Prelevarli dalle varie community non è corretto, semmai si lascia un link al proprio blog per vedere se la visita viene ricambiata.
Il mio desiderio, piuttosto, è quello di creare una community in cui gli utenti, sebbene virtualmente, si conoscano, tramite foto e con una breve descrizione di sè. Ma ripeto non è un compito facile se si apre una piattaforma indipendente, come la mia.
Ho intenzione di prepare dei bigliettini d'invito che distribuirò a tutti i conoscenti e a tutte le persone che mi verranno presentate, alle quali chiederò se hanno un blog. Ve la immaginate la loro faccia
? Chi scrive su un blog di stampo giornalistico non ha certo problemi a rivelarsi, gli altri....mammasantissima!! Sebbene il blog è nato come diario on line con la possibilità di mantenere l'anonimato penso che ci sia, anche, un nutrito popolo di blogger che pur avendo una normalissima vita sociale, non riesce a far emergere, nel loro microcosmo familiare, lavorativo, affettivo, il lato più interiore di sè, per mancanza di tempo oppure per pudore. Si possono tenere scisse, pertanto, le due cose. In altre parole: "se vuoi sapere qualcosa in più di me, della mia storia, della mia interiorità, leggi il mio blog". Il mio desiderio (che mi auguro vivamente non resti un'utopia) è proprio quello di evitare che la visibilità del blog sia solo prerogativa di una determinata community, ovvero partire dalla community reale (la gente facente parte del proprio vivere quotidiano) per realizzare progetti di scrittura nel virtuale. E' fattibile similcosa? Mah!
E tu, caro conoscente, se avessi un blog, me lo diresti?
Ti piacerebbe se pubblicassi una presentazione di te?
Saluti virtuale ma concreti, Antonello
Tempo di addizioni e sottrazioni

Le consuete ferie salentine stanno ormai finendo; quali propositi porre per un buon rientro? Quali sottrazioni operare invece? Il periodo estivo rappresenta, almeno per il sottoscritto, il momento ideale per riflettere su ciò che si è lasciato e su tutto ciò che si vorrebbe trovare, attuare...sperare. Pianificare, benchè spesso impossibile, forse è bene neanche farlo...molti si lasciano trasportare dal vivere quotidiano.
Si accettano consigli, varie ed eventuali
Akille
Sono sempre alla ricerca di nuovi e interessanti blog da aggiungere alla mia lista. Oggi parlo di un blog recensito sull'inserto del Corriere della Sera, IO DONNA, uscito in edicole il 2 Agosto. Il blog in questione (www.akille.net ) è gestito da un ex dj. Gli aspetti che mi han maggiormente colpito sono l'immeditezza del blog, per grafica e contenuto, intendendo, con tale termine, la trasparenza e la facilità con cui il mezzo multimediale si pone al lettore, quasi occultandosi. La stessa immediatezza (così come ho scritto in un commento ad un suo post) che si riscontrava nella radio privata: la voce calda e suadente, specialmente nelle trasmissioni notturne che riscaldavano il cuore. Blog con pochi contenuti multimediali e linking che a mio modo di vedere confondono più che altro.
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La spinta a leggere e recensire questo blog è nata, essenzialmente, da due spunti apparsi sull'articolo di IO donna: "la sua identità e la sua biografia non sono un segreto, il mito del blogger anonimo è in caduta libera". In effetti, dopo l'era dei blogger anonimi e di piattaforme che lasciavano il tempo che trovavano con profili della durata di un giono o poco più, il blogger, oggi, ha una sua identità fissa e non più secondaria, come nella vita usa il blog come un'altra opportunità di far sentire la propria voce in un contesto reale in cui tutti parlano e nessuno riesce a sentire. L'anonimato fa già parte del vivere, siamo nessuno in mezzo a tanti. Credo che far sentire la propria voce nella blogsfera e firmarsi con il proprio nome e cognome, senza nascondersi, sia estremamente gratificante.
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Alla domanda se si sente in conflitto con i media tradizionali, l'autore del blog dichiara: "un falso: chi ha un blog legge i giornali e guarda la tv. E impara che non bisogna fidarsi di nessuna fonte acriticamente". Sfatiamo, dunque, il mito dell'onnipotenza da blog, dove ognuno impone il proprio sapere. Il blogger di oggi interagisce, felicemente, con tutti i media, nuovi e tradizionali, tale da aumentare la propria capacità critica. Prendere atto delle parole "importanti" senza ralasciare il sapere che viene dal basso; libertà di pensiero di idee e opinioni che grazie al web 2.0 trova riscontro nelle community e nel sapere condiviso.




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