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Archivio Ottobre 2008

Gaetano Cascarano

antoniobellanca00it (30/10/2008 - 18:02)


 
 
Il mio amico Gaetano Cascarano, sino a domani 31/10, espone la sua arte a Milano in via Arona, n°15.
 
E’ possibile una visita virtuale, cliccando qui
 
 

Cosa sarà...

antoniobellanca00it (29/10/2008 - 19:11)

 

 
 
Cosa sarà
che ci fa appendere
la bicicletta sul muro
e ci fa parlare con un amico
del futuro (L. Dalla)


Chissà cosa sarà quell’aura magica che ci accompagna la sera a passeggiare a parlare di grandi argomenti ma anche di piccolezze quotidiane. Pensare a qualche goliardia come citofonare e correre e gridare, ma nel pensiero solo relegato, l’età fa la differenza. Come del resto ci fa sentire ancora giovani parlare di donne e delle mille possibilità perse (forse anche improbabili); ma lo spirito non accompagna il pensiero nell’aver accettato, tutto sommato piacevolmente, una condotta senza nefandezze e pericolosità coniugali. Cosa sarà allora che ci fa ancora sognare pur sapendo che si tratta di un pensiero momentaneo? Il piacere di condividere le idee, di avere uno spazio di libertà, di sogno e di riconoscimento identitario. Beviamo un cognac? Si, l’ultimo però
 
 
 

Le parole del buio

antoniobellanca00it (24/10/2008 - 19:17)


Uno dei meriti del blog è anche quello di far conoscere libri non noti ed eccellenti scrittori. L’ultimo di questi libri, da me letto, è “L’ombra del buio”, scritto da MariaGiovanna Luini (Edizioni Creativa). Può una donna forte di carattere, affermata professionalmente, cadere nel baratro della depressione per amore? E soprattutto è possibile uscirne fuori grazie all’appoggio di un'amicizia magari avendo l’opportunità di incontrare un altro uomo? Le condizioni di percezione del mondo, agli occhi del depresso, cambiano, tutto appare inutile e vuoto, privo di spessore e significato come l’aiuto profuso di chi tende la mano, anche se si tratta di un uomo incontrato in aereo dai modi estremamente affascinanti. E’ un libro sulla sottilissima dinamica psicologica che ruota in ogni amore sofferto, dedicato a uomini e donne per riflettere su quanto sia facile cadere nel baratro dell’idea irrazionale dell’eterno amore senza aver adeguatamente messo in conto la clausola di salvaguardia del proprio IO e della propria dignità. Consigliato caldamente.
 
Mariagiovanna Luini ha presentato il suo libro in un video su You tube. Su MySpace è raggiungibile il suo profilo. All’autrice il mio più profondo ringraziamento per aver concesso la presente recensione.
 
 

Amico di ieri, ti incontro su Facebook

antoniobellanca00it (21/10/2008 - 00:34)


Quasi un sussulto al cuore nel leggere l’ennesimo articolo dedicato a Facebook apparso sull’Espresso n°42 a firma di Federico Ferrazza. In esso una variante che ne disciplina le differenze rispetto ad altre piattaforme di social network. Il sussulto cui accenno in apertura per aver riletto l’intervento di Ferri professore di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media dell’università Bicocca. Grazie a Ferri ho avuto l’opportunità di studiare le “preistoriche” comunità virtuali del blog e del forum, preistoriche non perché sia passato un considerevole lasso di tempo bensì per la rapida evoluzione cui è assoggettato il mondo multimediale. Ferri, inoltre, è stato il mio relatore nella tesi “filosofare oggi per tramite le piattaforme multimediali”.
 
Perché Facebook è diverso e nuovo? Perché a differenza del blog, sostiene il docente di Teoria dei nuovi media, non si è più assoggettati dall’oppressione di dover aggiornare il blog, a lungo andare frustrante anche per via dei probabili mancati commenti (ormai tutti scrivono e nessuno legge –una mia considerazione- ). Con Facebook ci si RI-incontra: il flag di ricerca non è solo un dato nominativo (ci si iscrive con il proprio nome e cognome) bensì i luoghi del nostro passato, scolastici, lavorativi. Basta inserire le informazioni di contatto, cliccare sul proprio isitutuo scolastico e il relativo anno di frequenza ed OPLA’…il gioco, anzi il ritrovo è fatto!

Scovare un autore poco conosciuto

antoniobellanca00it (17/10/2008 - 17:55)


 

(sottotitolo: la piccola editoria)
 
Ero giovane e intriso dalla presunzione che le voci autorevoli debbano essere quelle ritenute importanti e già note; un mio conoscente mi invita alla presentazione del suo libro. Non ci sono andato. Perché? Perché davo per scontato che le sue parole non avessero valore e che, non essendo uno scrittore di professione, leggere il suo libro sarebbe stato assolutamente inutile. La mia presunzione dirottava il mio sguardo nei quotidiani e nelle letture volutamente (ma non di diritto)  considerate di tipo autorevole; le parole che provenivano dal basso (uso questa metafora unicamente per indicare l’invisibilità di chi le pronuncia) non le leggevo nemmeno. Ho dovuto crescere e maturare per capire come le parole “non gridate” da strilloni e cartelloni pubblicitari possono avere uguale spessore se non addirittura di più. La mia attenzione, da diversi anni, è rivolta a questo tipo di letture che purtroppo non è facile scovare…perché non adeguatamente pubblicizzate e distribuite. Andare alla ricerca di questo materiale underground, anche nell’ambito musicale dove esistono talenti veramente notevoli, non è cosa facile.  Dietro a tutto questo mistero (?!) della “non visibilità” esiste, però, una nota positiva: è estremamente gratificante “scovare” e condividere le perle che sembrano, ai miei occhi, non nascoste, bensì desiderose di essere colte solo da chi le sa apprezzare ed indossare…se qualcuno, poi, ha da raccontare esperienze simili e magari suggerirmi qualche autore….
 
Virtualmente vostro, Antonello
 

ibridamenti due

antoniobellanca00it (16/10/2008 - 07:27)


Apre i battenti a tutto il mondo della blogsfera, Ibridamenti due, Laboratorio Sperimentale della Scuola di Dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione a cura di Maddalena Mapelli, Mario Calzigna, Umberto Margiotta, William Nessuno, dell’università Cà Foscari di Venezia. A distanza di un anno dall’esordio (ne avevo già parlato qui) , su piattaforma splinder, si trasferisce su un dominio proprio per dare voce a tutti i blogger che desiderano partecipare al più grande blog collettivo sulla ricerca del mondo virtuale. L’intento è quella di fare ricerca, piacevolmente insieme, proponendo argomenti e commentando insieme. A tutto lo staff di Ibrid@amenti i più vivi complimenti per il progetto che viene portato avanti con grande maestria e competenza ed un caloroso augurio per il passo, decisamente più arduo, ma nella nuova era del social network assolutamente necessario, di aprire le porte della comunicazione a tutte le piattaforme della blogsfera.
 

Ri-trovando Caterina

antoniobellanca00it (10/10/2008 - 18:44)


La nuova era dei social network permette di ritrovarsi e di condividere oltre al mondo lavorativo, quello più difficile da divulgare: il proprio mondo interiore, la personale visione del mondo secondo un determinato linguaggio quale quello dell’arte. Non più, dunque, trovarsi ma RI-trovasi nella medesima forma ma con diversa sostanza.
 
I ricordi d’infanzia sono praticamente assenti, sono solo quelli fotografici o tramandati dai familiari, il primo ricordo netto e dettagliato di Caterina risale al 1976. Era l’anno in cui ho scoperto, grazie a lei e ai suoi amici speakers di una emittente catanese, la “radio libera”. Già, libertà di parola, di musica, di sigla…anche la sigla del programma era particolare: Braccio di ferro, Popeye! L’unica cosa che non poteva mancare in casa della mia giovane amica era il calore, non parlo solo di quello materiale distribuito da una grande e affascinante stufa a legna posta nel corridoio, parlo di quello umano, suo e di tutti i suoi familiari. Era il periodo natalizio e come tradizione si giocava e si mangiava, ininterrottamente. Nella sua casa tutto aveva un fascino particolare, persino il cane Ettore e i grossi salami appesi alle travi del solaio.
 
Il tempo e le vicissitudini personali e familiari determinano l’impoverirsi di ricordi e delle emozioni: il passato lascia il posto al più pressante presente e ciò che è stato è destinato a perire. La grande opportunità di riscatto, della nuova era dei social network, è proprio questa quella di ritrovarsi per fa RI-nascere i ricordi, ritrovarsi anche fra vecchi amici e familiari.
 
La tremenda ragazzina, dai grandi occhi, che si divertiva a spaventarmi, nascondendosi ad ogni angolo della casa, oggi è una brava attrice, presentatrice, aiuto regista e autrice di belle poesie. Nei suoi occhi, ancora, lo stesso sorriso e candore dell’adolescenza, proprio come dovrebbe essere presente in tutti noi ad eterna garanzia di sopravvivenza del nostro animo più nobile: quello dell’eterno fanciullo.
 
Puoi vedere il suo showreel su youtube, cliccando qui.
oppure
qualora non siate ancora amici, visualizzare il suo blog cliccando qui
 
 
Ben RI-trovata, Caterina ^_*
 
 

Pessimismo od obiettività?

antoniobellanca00it (07/10/2008 - 19:24)


Ipotesi
 
Rifletto su: “l’accoglienza che chiede non più il riconoscimento ma il superamento da sé”.
Il presente del verbo “dare” e sempre subordinato al futuro del “ricevere”? Quale il limite del sincero altruismo e amore se nell’offerta del “dare” anteponiamo il piacere personale di ricevere anche un semplice grazie?
L’offerta dovrebbe essere un dono..con “vuoto a perdere”…purtroppo non è sempre così….
 
Tesi
 
L’uomo buono per natura non esiste,
esiste l’uomo che ha saputo dosare
la giusta quantità di cattiveria ed ipocrisia.
(Antonello)
 
Due correnti filosofiche, due pensieri. Il mio caro Kant sostiene che l’uomo possiede una morale interna e che se ne è consapevole ne può fare uso. Schopenhauer sostiene che tutta l’umanità è nata selvaggia. Il mio pensiero: l’uomo è nato selvaggio e animale e ancorchè non civilizzato uccideva e mangiava i propri simili legittimando questo comportamento per la giusta sopravvivenza. Un comportamento simile, negli animali, non è deprecabile; è naturale. L’uomo ha ricevuto diverse guide che lo hanno portato all’attuale stato di civilizzazione. Il Cristianesimo ha avuto una parte fondamentale in questo processo. Ma tutti i comportamenti archetipici, tutto ciò che è stato naturale nella nostra origine, siamo sicuri che nel processo di civilizzazione sono stati dissolti? Non si uccide e non si ruba perché sappiamo che non si fa e così è scongiurato l’atto, ma l’intenzione? Ricordo che laddove esiste l’intenzione non esiste morale, secondo Kant. Nei pensieri dell’uomo (ancor di più nel pensiero dell’uomo di oggi represso e oppresso) l’idea di cattiveria e malvagità, in un mondo che comunque veicola messaggi sublimali negativi, siamo certi che non esista più? Ne dubito. E questo per i casi estremi, caro lettore. Ma nella spicciola quotidianità la cattiveria dell’uomo è ancora più subdola a mio modo di vedere. Quanti di noi son capaci di sostenere che le proprie azioni sono svincolate, assolutamente, da qualsiasi fine? Se desideriamo stringere rapporti con qualcuno, facendolo diventare un (presunto) amico è perché è affine a noi oppure perché può donare, in termini di prestigio e conoscenza, qualcosa a noi. Quindi l’attenzione a chi è rivolta? Sempre a noi, al nostro proprio interesse, ovvero intenzionalità che esclude la morale. Come quando si trova un portafoglio per terra e sappiamo di chi è…lo si può spedire (intonso, spero!) all’interessato oppure lo si porta di persona. E’ più probabile che l’uomo scelga la seconda soluzione, magari non per un discorso di ricompensa…(in tal caso colui che ha trovato il portafoglio provvede ad alleggerirlo prima) bensì per il riconoscimento personale. Anche qui intenzionalità. Insomma, caro lettore, la cattiveria è dentro di noi e la morale kantiana funziona nella misura in cui riesce non a sopprimere tale comportamento, bensì a limitarlo, tale che l’uomo possa pensare al bene altrui soprattutto e facendo mente libera sul proprio comportamento per limitare i propri vantaggi. Già è molto se nel comportamento si riesce ad attuare unariflessione del genere…poi per il resto basta fare i conti con un altro comportamento innato nell’uomo: l’ipocrisia. Basta saperla dosare! ^_^

Amare, null'altro (L.Pinto)

antoniobellanca00it (01/10/2008 - 19:27)

Immagine per gentile concessione di L.Pinto

 

Esiste un legame tra poesia e filosofia pratica? Ritengo di sì e in questa sede propongo la mia idea. Leggere una poesia non è come leggere un testo qualsiasi: non si può sorvolare dei passi e saltare delle pagine. Non è possibile leggere una poesia senza la dovuta calma pena la perdita del significato; necessita, infatti, una buona predisposizione e del tempo da dedicare affinchè i versi vengano interiorizzati per risuonare dentro di sé. Certo, caro lettore, puoi dire che in un epoca dettata dal “tutto e subito” perdere del tempo per leggere poesie risulta faticoso e assolutamente inutile. Non è così: la poesia ripaga il tempo speso, ti pone in un atteggiamento riflessivo e meditativo, ti inebria di sensazioni armoniche proprio come la struggente melodia di un violino che attraversa i tuoi sensi per risuonare nel tuo corpo. Accade così per le stupende poesie di Lucia Pinto, una blogger che ha avuto il coraggio di affidare i suoi versi al mondo della blogsfera.
 
Desidero commentare, in questo post, una delle poesie di Lucia: “fatti albero”, con il vivo desiderio di condividere le emozioni da me provate. Leggendo i versi ho avuto la sensazione, come in un rallenty o fermo immagine cinematografico, dell’intenzione dell’autrice di voler immortalare in un istante, quello che potrebbe essere il più frenetico dei movimenti, come in un travolgente amore passionale. Ma è, anche, un inno all’amore sussurrato, il cui segreto è da custodire gelosamente.
 
Il desiderio affinchè l’amato diventi un albero è proprio questo; la relativa immobilità di un sentimento che conservi dentro di sé la robustezza e la longevità ma anche il dolce e naturale movimento, del sentimento amore, senza il quale qualsiasi legame sarebbe destinato a perire.
 
Caro lettore quanto da me commentato non potrà mai, comunque, trasmettere l’emozione della lettura della poesia e a tal fine rilascio il link dove potrai addirittura ascoltare “fatti albero” magistralmente recitata dalla stessa Lucia.
 
Leggi e ascolta “fatti albero”
 
 
Ringraziamenti
Grazie Lucia per i bellissimi versi che mi regali e grazie, ancora, per avermi dato il piacere di ospitare nel mio modesto spazio una delle tue poesie.