Archivio Maggio 2009
Necessità secondo libertà
antoniobellanca00it (06/05/2009 - 22:33)

Discendere: rinascere secondo Hillman
"Josephine Baker irruppe al teatro degli Champs Elysee nell’ottobre del 1925 completamente nuda a parte qualche piuma di struzzo. I movimenti “della sua danza indiavolata provocarono l’erezione di tutti i francesi”
(James Hillman, “il codice dell’anima”, Adelphi, 2003, p.83)
Sesso e filosofia, che connubio! Hillman ne dà un’interpretazione al fine di trovare un senso in quello che potrebbe essere vista come una caduta ma invece è una ri-salita.
Vediamo come:
Josephine Baker, prima ancora di entrare in scena, aveva la necessita di fare del sesso con chiunque le capitasse sotto tiro; una forma di demonizzazione al fine della buona riuscita dello spettacolo. E questo tipo di attività, del tutto naturale e necessaria, era ben vista da tutti. La Baker aveva un dono naturale: oltre che brava ballerina possedeva un gran bel posteriore. Certo, caro lettore, dirai che la Baker strumentalizzava il suo corpo, come se proposto ad una vendita. E non mi sento di darti torto, però considera che la ballerina sentiva questa necessità per affrontare un qualcos’altro. Se togli l’aspetto morale della cosa e della non costrizione da parte di terzi, rimane la scelta dettata dalla libertà e su questo non vedo nulla di male. Ho conosciuto donne (ma anche uomini) che per affrontare la vita avevano bisogno di questo tipo di attaccamento alla terra, benché carnale, e di unificazione con l’altro. Resti ben chiaro, e non perché mi voglia dissociare da un simile atteggiamento, che la mia è una tesi di cui ognuno può servirsene secondo necessità. Secondo il filosofo Hillman l’atteggiamento della Baker è un “discendere” simile al mito della caverna platonico. Discendere, in tal senso, presuppone una inversione di rotta del nostro modo consuetudinario di vedere le cose anche al netto di (falsi) moralismi. Non è una vera e propria discesa ma un discendere intesa come ri-nascita. Analogamente c’è chi “discende” (per ri-nascere) per necessità addentrandosi volontariamente nella depressione, malinconia, nello struggimento interiore se consapevole e certo che si tratti di uno strumento, esulando, dunque, da qualsiasi forma patologica. E’ un esercizio che presuppone un grande sforzo per raggiungere la consapevolezza che si tratti di un bisogno dettato da libertà.
Ma l’apparente discesa della Baker non si ferma solo con il desiderio perenne di essere innamorata e del sesso vitale per recitare. Continuerà il suo discendere anche in altre occasioni, durante la II guerra mondiale e nella lotta dei diritti civili riducendosi, negli anni a venire, ad uno stato estremo di povertà. L’ultimo spettacolo lo porterà avanti con fatica, qualche giorno prima della morte, e benché della bellezza della Baker dei primi anni rimarrà ben poco riceverà, comunque, grande ovazione.
Pertanto discesa-ascesa fanno parte della vita e lo scendere apparentemente negli inferi più profondi non significa necessariamente uno stato patologico: può essere una scelta dettata da esigenza e libertà. Come dice Hillman: “l’importante non è il cadere, ma il come si cade.”
[ripropost: giù pubblicato su Aiutati, alle ore 18.13 del 20/07/2007; il post rappresenta la chiave di lettura di BARATRO]




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