Anto quale il senso di questo progetto?
antoniobellanca00it (06/09/2008 - 12:26)

Da un cordiale colloquio telefonico: Anto, non commento perché so poco di filosofia e poi…quale il senso di tutto il lavoro che hai fatto?
Desidero far presente che mi sento filosofo nella stessa misura in cui lo siamo tutti. Conoscere la storia della filosofia è una cosa, esserlo e praticarlo un’altra, l’una è indipendente dall’altra; tengo a precisare, ancora, che non conosco tutto l'immenso pensiero filosofico. Ricordo una frase estremamente significativa letta da un libro di De Crescenzo di qualche anno fa: “il miglior filosofo è il mio portiere”. Come sostiene, ancora, Natoli, “siamo tutti filosofi nel momento in cui sottoponiamo ad interrogativi la realtà”.
Fatta questa precisazione provo a rispondere a quella che è la domanda più difficile da affrontare…almeno con la dovuta lucidità ed obiettività. Amo il mondo delle parole, scritte nel cartaceo e nelle community, non mi trovo d’accordo, invece, con alcuni aspetti tipici delle community. Dell’ultimo post che DEVE essere il primo (e forse l’unico) ad essere letto ne abbiamo già parlato (un po’ qui e un po’ là) : dentro un blog esiste tutta la nostra storia ritengo sia bello e gratificante (per l’autore, anche) dare prova del proprio interesse per quelle SUE parole; e sottolineo “dare prova”. Mi sembra di vedere i volti dei blogger illuminati dall’apprendere che mi ricordi di tutti loro ma soprattutto dei vari post, anche quelli più datati. Molti, è vero, li ho conservati ma tanti resteranno indelebili nella mia mentoteca. Quale il senso del mio lavoro (che mi costa, devo ammetterlo tanta fatica anche perché faccio tutto da autodidatta)? Coltivare le persone che hanno veicolato quelle parole, che mi hanno fatto stare bene, far si che mi vengano a trovare in un luogo stimolante, riposante, come “davanti ad un tavolino a sorseggiare un caffè (chi si ricorda di questo mi pensiero?)”. Ho regalato attenzione e dedizione e, devo ammettere, ho ricevuto anche tanta gratificazione. Al sito, forma statica del mio percorso, si affianca il blog come forma dinamica, volutamente progettato senza “fronzoli” multimediali, pochissime immagini, tante parole. I commenti sono liberi, possono essere anche anonimi anche se la mia intenzione non è quella di aprire un dibattito uno-a-uno, ma da uno a molti e da molti a molti. La vostra mail sarà visibile (anche se non siete costretti a metterla) perché così gli altri utenti se vogliono possono anche interagire fra di loro, approfondendo conoscenze e pensieri. Sappiamo benissimo quanto sia gratificante e stimolante ricevere delle gradite e belle mail; essere ricordati e ricordare a nostra volta! Che tristezza, invece, un lotus o un Outlook riempito solo di spazzatura e di comunicazioni di lavoro e commerciali. La mail, come dicevo, è visibile. Poiché la piattaforma è privata non dovrebbero esserci problemi di spam, però non posso esserne certo. Il mio consiglio è quello di creare, magari, una seconda mail, di quelle utilizzate per questo tipo di finalità.
Una piattaforma così fatta va contro tutti i canoni del blog dove i post e i commenti in genere sono brevi. Caro lettore avrai modo di constatare come il mondo della blogsfera sta cambiando. Già l’anonimato viene meno e poi ognuno vuole scrivere per una propria forma di “bonario protagonismo” ma anche perché desidera far conoscere i propri sentimenti e spesso due righe non bastano. In una simile prospettiva ritengo che il blog possa essere assimilato ad una pratica meditativa. Invito a leggere l’articolo della Luisa Carrada sulla scrittura come pratica yoga da me ripreso per sostenere la mia tesi (leggi qui –cap.3.3 pag.96).
Pertanto leggete, scrivete, parlate, confrontatevi fra di voi, fate, insomma, quello che vi pare, nel rispetto ovviamente del buon senso e della buona educazione.
Ah! Un'altra cosa: avrei intenzione di inserire una porzione di sito, accessibile solo tramite password, in cui ognuno potrà presentarsi e mettere la propria foto. Non chiedo ovviamente dati sensibili, ma vedere in faccia chi scrive non credo possa rappresentare un problema. Se vi interessa fatemelo sapere che ci studio un po’ su, naturalmente con i vostri consigli.
Un mondo di bene, Antonello





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