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La visione romantica dell'amore

antoniobellanca00it (09/09/2008 - 18:51)


Quale la visione romantica di un uomo nei confronti di una donna? Chi meglio di Kierkergaard può spiegare quel fenomeno strano che attraversa i sensi e che spesso rimane relegato nel limbo non trasformandosi mai in desiderio? La visione romantica dell’amore è proprio una visione che, in uno sguardo non diretto ma sufficientemente ampio, permette di contemplare (bada non solo osservare) i tratti di una donna. Sottolineo, ancora, che non si tratta di un desiderio. In questa situazione fa da padrone l’immaginazione, la poesia, la languidità. Piccoli dettagli del sorriso, delle caviglie, di un sapiente movimento della testa accompagnato da un svolazzare dei lunghi capelli, della gestualità e del passo e tante altre “piccole” cose. Una visione romantica, spesso, non va mai oltre, forse perché l’occhio si nutre e desidera perpetuare quel magico momento, delle magiche sensazioni che infondono serenità e benessere e qualora l’ardente fuoco della passione dovesse incendiare il proprio cuore intravedendo nella persona contemplata la compagna della propria vita, il passo successivo incoronato dal matrimonio, spesso, nasconde quello che rappresenta il maggior pericolo delle coppie stabili. L’indifferenza! Come è possibile che tanto fuoco alimentato dai nostri cuori in maniera così preponderante possa estinguersi? Occorre, una volta che si ha la certezza che l’indifferenza abbia preso il sopravvento, ripercorrere la strada a ritroso alla ricerca di quelle sensazioni, ri-abituare i sensi a veicolare emozioni quando ancora, per esempio, l’occhio godeva cadendo nell’accenno della scollatura oppure quando la mano nella mano sembrava suggerire l’eternità di un momento di due volti stretti fotografati da un rosso tramonto
 
 
E se un uomo non è capace di possedere l’immagine del ricordo
nell’attimo stesso in cui se ne sovviene,
dovrebbe cercare allora di tenersi sempre lontano dalla bellezza
e non così vicino che occhio mortale possa vedere
quanto bello sia ciò che egli possiede
(Kierkegaard – Diario- )
 
 
Virtualmente vostro, Antonello
 

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