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De.licio.us

Caro lettore, ti lasci prendere per mano?

antoniobellanca00it (13/09/2008 - 15:57)


Cari lettori della blogsfera, abbiamo avuto modo di conoscerci, interagito e discusso. Ho aspettato un po’ prima di aprire un ulteriore capitolo sul mondo delle parole veicolate da blog, in particolare su questo blog un po’ anomalo e volutamente controcorrente per un obiettivo ben preciso. L’ostacolo più grande che ho dovuto affrontare è quello relativo alla normale avversione nei confronti della stessa parola “filosofia” che già da sé richiama volumi pesantissimi (e non mi riferisco solo al peso) ma soprattutto inutili. Per stare insieme e disquisire secondo filosofia non è necessario conoscere quel o quell’altro filosofo. Vivere secondo filosofia è anche, forse soprattutto, incontrarsi piacevolmente anche se in modo virtuale. Una comunicazione basata esclusivamente su citazioni di ordine filosofico bè…diciamolo pure, è noiosa. Però se in un turno cordiale di conversazione dove uno ascolta tutti gli altri per poi dire la propria opinione, magari partendo da posizioni autobiografiche, con l’assoluta certezza che quanto scriverà non diverrà oggetto di derisione o altro credo che sia stimolante e piacevole. Tutto questo ragionamento si basa sulle regole della comunicazione biografico solidale già nota a chi si occupa di filosofia pratica, e sostengo che sia possibile applicarle seguendo una piccola variante che puoi leggere aprendo quest’altra pagina. Ma se volessimo ricercare i presupposti storici di questo modo di confrontarsi e rapportarsi, dove è possibile attingere, nell’immenso patrimonio filosofico, qualcosa di simile? Propongo, anche a scopo propedeutico per chi non conosce la filosofia ma che desidera addentrarsi in maniera soft, il Simposio di Platone, dove tutti dialogano piacevolmente con l’intento, proprio, del piacere stesso del dialogare:
 
“…così dunque camminando, assieme parlammo …se poi occorre fare anche voi questo racconto, ebbene, facciamolo. D’altronde, per parte mia, quando tengo io stesso o ascolto da altri, discorsi sulla filosofia, provo una mirabile gioia, senza considerare che credo di trarne giovamento”.
 
Ma tanta dedizione, dirai caro lettore, è solamente destinata ad un coinvolgimento delle società virtuali, fine a sé stessa? Non è che io, pseudo sapientone, seppur non guadagnandoci nulla mi sono esaltato e montato un po’ la testa? La domanda è legittima e può anche essere! Non lo escludo…l’argomento è stato oggetto di mia riflessione più volte sull’effettiva utilità di un progetto siffato ma soprattutto (e in questo caso meschinamente) per un concetto di vanità. Ho scritto più volte che il desiderare di “farsi vedere” in un contesto sociale dove seppur in mezzo a centinaia di persone sia normale e non deprecabile. L’importante è come si raggiunge il mezzo e la motivazione che deve essere dichiarata, motivata e argomentata. Ci viene in aiuto, in tal senso, ancora una volta il Simposio: durante il dialogo contornato da grandi bevute di vino, si parla di Eros come il primo dio ma soprattutto di colui che deve guidare gli uomini verso il bello e l’amore per contrastare le cose brutte:
 
la vergogna per le cose brutte e l’aspirazione delle cose belle: senza di esse non è possibile né una città né compiere opere grandi e belle…così gli uomini possono gareggiare fra loro per un desiderio di stima”.
 
E comunque di fronte ad un progetto che chiunque potrà avere un’opinione diversa, personale sul bello o brutto, cito:
 
Per ogni azione le cose stanno in questo modo, una cosa nel suo compiersi non è né bella né brutta, piuttosto è nell’azione con cui viene compiuta..pertanto non è amando Eros che si espleta il bello bensì è bello L’Eros che incita ad amare in modo bello”.
 
Dopo quanto detto se sei arrivato a leggere qui in fondo, posso sperare che mi porgi la mano per seguirmi?

 

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