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Donna, potenza in atto

antoniobellanca00it (26/09/2008 - 22:55)

 

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Carissimo lettore desidero premettere che l’argomento che sto per trattare è relativo ad una personalissima opinione anche perché, avremo modo di constatare, un’opinione comune non è possibile averla. Già nell’antichità nascono posizioni differenti e contrastanti; Socrate ritiene che la donna non è dissimile dall’uomo: è meglio che una città sia difesa da una donna portata per questo tipo di attività piuttosto che da un uomo privato di questa capacità. Aristotele, invece, sostiene che le diversità fra donne e uomini ci sono perché la natura ha voluto così; ad ognuno il suo compito nella vita e nella società. Platone…bè…avanzava una discutibilissima teoria sulla donna che deve essere di tutti. Escluderei, per ovvi motivi, quest’ultima filosofia.
 
Quale il mio pensiero? Sempre lo stesso, uguale negli anni, provoca in genere risentimento nel genere maschile che mi accusa di sentimento di inferiorità rispetto al sesso femminile; provoca, altresì, approvazione e ammirazione nelle donne. Che sia un mero tentativo di accattivarmi la simpatia delle donne “razzolando”, comunque, come la tradizione impone? Riconosco alle donne il primato della superiorità, della praticità e della razionalità. Le diversità, nate da imposizioni culturali, morali e religiose, nel corso dei secoli, ha modificato le condizioni di base su cui fondare il confronto. A diversità di condizioni iniziali il confronto è improponibile. Ritengo la donna, infatti, “potenza in atto”(1),un potente propulsore che macina qualsiasi difficoltà che incontra. Osserviamo spesso languide donne annegate nei loro sogni che di praticità non mostrano praticamente nulla. Ma, caro lettore, quanti uomini si comportano così, segretamente, senza confessarlo? Un uomo che si commuove, che piange, che esprime teneri sentimenti è una “donnicciola”. Questi sono luoghi comuni o meglio luoghi che si trovano in comunione in ambi i sessi. Ti sei mai chiesto perché la figura femminile sia stata sempre occultata e mostrata, semmai, solo per evidenziare il lato materno, di brava moglie e massaia. Altri lati venivano perseguiti, condannati. Quante donne al rogo incriminate di stregoneria ha visto la storia passare. L’uomo ha avuto il predominio della “presunta” superiorità, del calcolatore e del cacciatore. Tempo addietro, durante una ricerca sociale sulle differenze di genere, leggevo tutto ciò che riguardava il confronto fra i due sessi, rimasi colpito quando lessi un libro (la sposa infedele) pubblicato dalla madre dell’autrice, dopo che la figlia è deceduta in un incidente. Moglie, madre integerrima ha però lasciato il notebook non protetto e da lì è scaturito tutto il mondo interiore che solo le donne riescono a gestire in perfetta armonia con il proprio ambito familiare (l’uomo questo non riesce a farlo e quando ci prova rimane sopraffatto dal suo stesso comportamento). La donna è potenza in atto, dicevo, perché è mamma, moglie, amante, confidente e qualsiasi ruolo scelga lo fa bene riuscendo alla perfezione a gestire situazioni familiari, lavorative, amichevoli. Perché l’uomo non riesce a fare tutto ciò? Forse perché si è crogiolato nel suo ruolo dettato dall’opinione comune perdendo tantissime opportunità; nel frattempo la donna ha recuperato, in maniera veloce e imprevedibile il terreno perduto e l’uomo si trova spesso a confrontarsi, talvolta ferocemente, sia perché intende difendere una posizione a cui difficilmente rinuncerà sia perché risulta a lui difficile poter riconoscere alla donna quelle doti e opportunità di cui lui si sente protagonista assoluto. E poi, inevitabilmente, il conflitto.
 
Ringrazio Andrea per aver sollevato l’argomento partendo da un articolo apparso sulla Repubblica che potete leggere qui.
 
 
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