Chiedimi "come va" solamente se sei veramente interessato a conoscere come sto!
antoniobellanca00it (04/11/2008 - 19:43)

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ti avverto, però.
La tua intenzione richiede impegno e tempo
E’ la domanda più bislacca che si possa fare! Se dovessi essere del tutto sincero e rispondere obiettivamente all’interrogativo dovrei menzionare tutto ciò che non va e per le quali soffro, amaramente. Non per vicissitudini personali ma per quelle che affliggono la società e l’uomo in generale. Talvolta ho provato e l’inevitabile comportamento è stato il seguente: apertura delle palpebre, sorriso svanito… allontanamento!!! In parole povere, come se fossi stato un untore, la persona che prima mi chiedeva con tanto presunto interesse “come va, tutto bene?” si allontana e poco manca che fugga a gambe levate. Ed allora, una domanda così, è quanto di più ipocrita e inutile si possa porre.
Non parlo di filosofia né di politica durante gli incontri. O almeno fintanto che non mi si chiede direttamente. E’ naturale, una volta che si prende atto delle nefandezze del genere umano, intristirsi e amareggiarsi e il comportamento, si sa, influenza anche quello degli altri più che l’idea stessa che ha determinato quel proprio comportamento. Ritengo, come sosteneva già Schopenhauer, che molte amicizie ma soprattutto matrimoni, si dissolvano proprio per questo motivo, quando uno dei due consorti porta la propria sofferenze esistenziale all’interno dell’ambito familiare. La sapienza, dirai, allora, in che consiste? Tenere tutto per sé e soffrire ulteriormente? E’ una arte che si coltiva e costruisce con il tempo, saper dosare il “saper vivere” determinando la giusta modalità di somministrazione del proprio malessere esistenziale (gli psicologi parlano, in tal senso, del “locus of control”, intendendo con questo termine la capacità di capire il modo e la situazione ancor prima di intraprendere un’azione o un discorso).
E’ assolutamente impossibile
che io faccia felice una donna
che non è felice con me:
ora dato che io vivo soprattutto
nel mondo dei miei pensieri
e non amo svaghi e società
e non sono sempre di buon umore,
c’è ben poca speranza
che una donna con me si senta felice.
(Schopenhauer)
Pertanto, uomo, che soffri dei mali del tuo simile, qualora ti rendi conto che la tua famiglia è un bene insostituibile per l’amore che la tua consorte ti dona e del sorriso che ricevi quotidianamente dai tuoi figli, per il bene che, comunque, ricevi dai tuoi pochi conoscenti, per quanto ti domandino sempre (e inutilmente): “tutto bene, come va?”, non permettere che tutto questo, apparentemente inutile, si dissolva. E’ difficile insegnare come operare secondo ragione, non facendosi sopraffare dalle ingiustizie del tuo simile evitando, comunque, che esse non vengano debitamente sottoposte a riflessione, senza che ne soffrano i tuoi familiari…è difficile.





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