Lettore ti faccio vedere la mia coperta di Linus: uno scorcio di Milano
antoniobellanca00it (15/11/2008 - 19:33)

E’ difficile far entrare in una foto il sentimento di un momento di un dato luogo. Provo, come mia consuetudine, a condurti per mano, caro lettore, nella speranza di trasmetterti lo stato d’animo ma più la necessità di avere addosso la mia coperta di Linus. No, non è una capanna dove nascondersi o un cantuccio dove estraniarsi da tutto un contesto che desideriamo allontanare, no, niente di questo. Piuttosto uno spazio grande, immenso, pieno di luci, con tanta gente e palazzi illuminati con fari sapientemente disposti: il centro di Milano. Mi meraviglio, ancor oggi, di ritrovare in me lo stesso sentimento di serenità e benessere nel passeggiare per le stradine adiacenti alla piazza del Duomo. Analogamente al personaggio morettiano di Caro Diario, le strade del centro mi vedono spesso passeggiare con un gelato in mano, se estate, oppure semplicemente guardando, con il naso in su, proprio come questa sera, palazzi e luci, ombre e prospettive. E come la coperta di Linus, questa visione infonde pace, ancora oggi, a distanza di vent’anni e più. E mi conforta, ancora, prendere coscienza che esiste una parte di Milano che non devo necessariamente cercare perché ancora esistente. L’amarezza (come ho già scritto qui) è quella, invece, di aver perso gli ultimi bottegai conosciuti, i mille negozi spariti assorbiti da catene invase dal più sfrenato pubblico dedito al consumismo, negli ultimi anziani che elargivano il loro melodioso dialetto con orgoglio e dignità. Ebbene sì, lettore: per me che rimane, comunque, nel cuore la mia Sicilia, sentire l’anziano milanese nel suo dialetto, era un come un dono, un segno di stima, mettermi al corrente del suo mondo . Affascinato sarei rimasto lì per ore ad ascoltare con l’amara consapevolezza e dubbio se quello che stavo per sentire non fosse ormai l’ultimo dei suoi ricordi.





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