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L'immaturità del poeta (sottotitolo: non crescere secondo opportunità)

antoniobellanca00it (04/01/2008 - 19:02)


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I poeti non matureranno mai.
Sono degli eterni adolescenti,
passano dal'adolescenza alla vecchiaia
senza mai conoscere la maturità
(P. Valduga)

Le persone vere non bloggano
(il coniuge di D. Weil)

Gli animi sensibili sono quelli che coltivano pensieri sublimi nell'andare oltre quella che potrebbe essere la semplice apparenza o fenomenologia delle cose. Non si tratta, certo, di metafisica; si tratta, ovvero, di una maggiore propensione a "percepire" le cose, le strade laterali di un percorso centrale  tracciato dal senso comune e, queste bande laterali, possono essere percorse da chi si predispone ad una lettura maggiormente critica allertando tutti i sensi nonchè il cuore e l'anima. L'idea rimanda ad un comportamento immaturo, poco concreto, di chi ama "perder tempo" o, ancora, intento a soffermarsi sulle meraviglie del mondo mentre il mondo stesso dona opportunità materiali e spesso di maggior soddisfazione a chi preferisce vivere la vita in modo vero e tangibile. Dunque il poeta non cresce, nel senso che non accatasta, uno dopo l'altro, il mattone della vita concesso dalla concreta realtà. Il poeta, il sognatore, intento a percepire flebili battiti del nobile cuore o sussurri di note di vita, si lascia sfuggire opportunità e sviluppo. In altre parole è come se il poeta rimanesse relagato ad una situazione di stallo, convinto sognatore e idealista. Ed allora, che senso ha il poetare? Quale soddisfazione può portare a chi, con sofferenza (perchè è una sofferenza il "non crescere secondo opportunità") scrive e che richiede, non secondario, lo stesso sacrificio per chi deve leggere, costretto a interpretare o meglio (pàrdon) immedesimarsi nel mondo interiore dell'autore. Ne vale la pena? Mi dirai, caro lettore, cosa c'entra questo discorso con le comunità virtuali; presto detto e chiarisco! Il blog e tutta la blogsfera rappresenta la grande opportunità di chi ama poetare e non vuole più relegare i propri pensieri nel cassetto, donandoli ad altri. Ma lo strumento, converrai, non sottrae il pensatore dal "triste" destino di essere considerato immaturo, poco concreto, dedito all'ozio e alla perdita del tempo. Sotto queste premesse, dunque, non è (non dovrebbe essere) una persona vera!! Le antinomie lasciano aperta la questione e rimango basito al pensare che il poeta, non essendo di questa terra (perchè non vero, appunto) rimane prezioso patrimonio del mondo delle idee e non di questo mondo.

[foto: Rodin "il poeta e la musa]

 

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