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Dio esiste?

antoniobellanca00it (02/03/2009 - 18:23)


 
Secoli e secoli di pensiero filosofico nell’affannosa ricerca di Dio e sulla sua esistenza distrutti da una valida ed assoluta concezione: l’impossibilità di conoscere la verità sulla realtà di Dio e se davvero dobbiamo credere in lui.
 
Se mi fosse chiesto “In quale momento saresti voluto essere presente nella storia?”, non avrei dubbi – “Al primo istante di vita dell’universo!”
Sarà banale ma dentro quell’istante è racchiusa la spiegazione di tutta la nostra esistenza
 
Anche il grande Kant, come tutti i filosofi, ha tentato di dare una spiegazione plausibile all’esistenza di Dio, senza riuscirci e, oltretutto, costretto a ripiegare su un opinione consolidata e diffusa, benché empirica e fallace: Dio esiste perché esiste la perfezione!
 
Purtroppo l’essere cresciuti in uno stato cattolico con una catechesi ricevuta in età fanciullesca che spesso ci abbandona appena ci si affaccia all’adolescenza, non ci aiuta.
Il problema è che appena mettiamo in discussione i misteri cardini del cristianesimo ci troviamo senza risposte valide: Gesù è l’incarnazione di Dio? E’ veramente risorto?
Le testimonianze dei vangeli ufficiali ci convincono pienamente?
 
La libertà nella razionalità del pensiero ritengo sia una possibilità relativamente recente. Non a caso la Chiesa sta affrontando la più grande crisi mistica mai conosciuta, nei confronti di un mondo sempre incerto, dal piacere dell’attimo ben più soddisfacente di un ipotetico migliore futuro eterno. Durante gli studi di filosofia morale sono rimasto estremamente affascinato da Carlo Enzo, un conoscitore del midrash, uno strumento di lettura della Bibbia che tiene conto della terminologia usata dalla lingua ebraica nella stesura del grande testo. Enzo mi è stato utile per capire come tutto ciò che è indicato nella Bibbia non debba essere necessariamente recepito così come è scritto. Ha una sua validità se si considera, però, la condizione storica di riferimento. Ed allora appare tutto più chiaro, circa la creazione, firmamento, tenebre, il settimo giorno e l’albero della vita. Oltre ad aver studiato e riflettuto sul suo “Adamo dove sei?” Ho avuto anche l’opportunità di stringere la mano all’anziano scrittore ed unirmi all’entusiasmo di tutti gli attoniti ascoltatori del seminario universitario. Ma al di là dell’interpretazione secondo esegesi della Bibbia esiste un problema non secondario: la necessaria capacità critica che dovrebbe esistere in ognuno di noi. Purtroppo, per negligenza, non la sfruttiamo e desideriamo il più delle volte essere guidati; in altre parole abbiamo aperto consapevolmente le porte del Cristianesimo proprio per affrontare quella che appare il più grande mistero per l’uomo. La sua provenienza, la sua destinazione, qualcuno a cui credere. Ecco che l’interpretazione di Carlo Enzo mette una pietra nella falla della conoscenza e la sua interpretazione del Sacro Testo appare la più plausibile. Si potrebbe ampliare il concetto con la gnosologia, il demiurgo, il Dio buono da quello cattivo…ma il discorso è troppo ampio. Posso suggerire, qualora si volesse approfondire l’argomento, un bellissimo testo, di facile lettura e comprensione di Salvatore Natoli: progresso e catastrofe.
 
La ricerca di Dio quindi sta nel percorso che ogni individuo può - se vuole - fare nel cercare di trovare un canale di comunicazione con Dio.
 
Non esiste dunque una verità assoluta ma una verità relativa che si trova dentro di noi, nel nostro più profondo intimo, dove risiedono tutti i canoni della moralità, del buon senso e del senso di una vita da condurre in maniera ottimale, senza sacrificarla. Anche qui Kant insegna: la legge morale dentro di noi, il cielo stellato sopra di noi.
 
Ringraziamenti. Chi mi segue da tempo sa di quanto sia “affamato” da sani confronti epistolari da consumare con la dovuta riflessione. Se uso il mezzo multimediale è perché ne riconosco l’ottimale moderna modalità di comunicazione ma non si presta ad una lettura degna di meditazione: troppo veloce e con possibilità di distrarsi dal contesto di riferimento, salvo che stampare il contenuto della pagina web per leggerlo con la calma necessaria. Il mio amico Sandro, ritrovato dopo tanto tempo dai tempi dei banchi di scuola, mi ha fatto un dono (perché chi mette nelle mani altrui il proprio mondo interiore dona qualcosa di veramente prezioso): alcune sue riflessioni inviatemi via mail che ho letto con giusto interesse con la speranza di aver contraccambiato, nel mio piccolo, e contribuito ad arricchire la conoscenza condivisa, nel rispetto di quelle che mi sforzo di portare avanti come ideale modalità di comunicazione filosofica nel web.
Lo scritto in corsivo è di Sandro estratto dal documento dal titolo “Chi siamo? Dio Esiste?” visionabile qui. A Sandro il mio più sincero ringraziamento per lo spunto di riflessione ma anche per aver alimentato la fiammella, ormai quasi esigua, della sincera amicizia.
 
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